Indice
- —Prima di tutto il resto2 minCome è fatta questa guida, e l'unica parola che qui dentro non trovi.
- 1Cos'è la NorthCape40003 minSettanta rider nel 2017, 700 nel 2026. Come funziona in sei righe, e i numeri veri.
- 2Cosa non è1 minSette cose che la NorthCape4000 non è, per capire subito se fa per te.
- 3La strada9 minDai vigneti del Trentino all'ultima scogliera d'Europa: 8 paesi, 4 gate, un traghetto. E una partenza intermedia dalla pista di decollo del Tempelhof Airport a Berlino.
- 4Chi parte davvero6 minOre di allenamento, uscita lunga, allenatori, età. Il ritratto vero dei rider 2026, tre delle loro storie, e la paura che sta sotto tutte le altre.
- 5La giornata tipo3 minChilometri, caffè, la prenotazione a mezzogiorno e la luce della sera. Un giorno sulla strada verso nord, e cosa si mangia lungo la via.
- 6Dove dormi2 minTenda o carta di credito? Come hanno dormito i rider dell’Edizione IX – 2026, come hanno trovato un letto, e dove conviene prenotare il giorno prima.
- 7La bici e cosa porti2 minGravel o strada, quali borse, cosa è obbligatorio, e perché tutti i finisher ti dicono di portare meno.
- 8Le domande che non ci fai13 minTroppo lento, troppo grande, da solo, tre settimane lontano da casa, la quota. Dieci risposte oneste, con i numeri dove li abbiamo.
- 9La testa e il cielo4 minLa pioggia, il freddo, i giorni bui e i trucchi che i rider si passano. Quello che non puoi controllare, e come conviverci.
- 10Le voci3 minCosa hanno risposto i rider alla domanda «Cosa ti ha lasciato la NorthCape4000?» Ecco le loro parole.
- 11Come ci si prepara1 minDa dicembre a luglio, cosa fare mese per mese. Non serve un allenatore, serve un calendario.
- 12L'errore numero uno1 minNon è l'allenamento e non è la bici. È una cosa che metti nelle borse, e ce n'è anche una seconda.
- 13Come si arriva e come si torna2 minRovereto, Berlino, il traghetto per la Svezia, e la parte che quasi nessuno riesce a immaginare, il ritorno da Capo Nord.
- 14Come ci si registra all’Edizione X – Anniversario?2 minApertura iscrizioni il 1° dicembre alle 15:00 CET – Priority Access. Dal 2 dicembre Standard Access, solo se restano posti disponibili. E le cose pratiche da sapere adesso.
- 15La promessa1 minLe tre cose che la NorthCape4000 ti promette, e nessun'altra.
Prima di tutto il resto
Questa non è una brochure. È la guida che avremmo voluto avere con noi quando siamo partiti per la prima volta verso Capo Nord, 11 anni fa.
In questo momento stai pensando probabilmente una di queste tre cose.
- È bellissima, ma non sono abbastanza allenato per quattromila chilometri.
- È bellissima, ma non saprei dove dormire, cosa portare e come tornare a casa.
- È bellissima, ma tre settimane lontano dal lavoro e dalla famiglia, alla mia età, da solo. Sinceramente non credo sia per me.
Le conosciamo perché le sentiamo dal 2017, e perché sono esattamente le stesse che avevano in testa i rider partiti lo scorso luglio. Quattro mesi prima del via il 69% si allenava meno di quindici ore a settimana, l'87% non aveva un allenatore e metà di loro aveva più di cinquant'anni.
Non erano atleti professionisti. Molti non avevano mai pedalato più di qualche giorno di fila. Sono partiti lo stesso. E quando alla fine dell’avventura abbiamo chiesto loro quanto fosse stata dura, chi è arrivato a Capo Nord nei tempi stabiliti ha risposto con una media di 2,6 su una scala da 1 a 5.
Questa guida serve a capire se sei uno di loro.
Come è fatta questa guida
Tre cose.
La prima è la strada. Quattromila chilometri dai vigneti del Trentino all'ultima scogliera d'Europa, paese per paese, come si vedono dalla sella. È la parte più lunga della guida, e quella che ti consigliamo di leggere con calma, magari una sera.
La seconda sono le voci. Ogni anno chiediamo ai nostri rider come sta andando, prima della partenza e dopo l'arrivo. Per questa guida abbiamo letto circa 1.260 risposte di otto questionari, una per una. Quasi ogni frase tra virgolette viene da lì, nella lingua in cui è stata scritta. I questionari sono anonimi, per questo troverai età e dettagli ma nessun nome.
La terza sono le risposte. Alle domande che riceviamo ogni giorno e soprattutto a quelle che nessuno fa, perché un po' si vergogna. Le trovi al capitolo 8, e ti diciamo già che dentro ci sono sono troppo lento e ho più di sessant'anni.
Più avanti c'è anche l'errore numero uno di chi parte la prima volta. Non c'entra l'allenamento, e chi l'ha fatto ce lo racconta ogni anno. È al capitolo 12.
Una parola che in questa guida non trovi
Facile.
Quattromila chilometri sono quattromila chilometri. Chiedono una preparazione normale, ma seria. Anche partendo da Berlino i chilometri si riducono di un quarto, ma sono sempre 3.000. Il ritorno da Capo Nord va organizzato. E nel 2025 ha piovuto, tanto.
Ti diremo tutto, perché preferiamo che tu possa credere a tutto il resto.

Cos'è la NorthCape4000
Nel 2017 i rider erano settanta
Nel 2017 settanta rider si sono messi in fila alla partenza della prima NorthCape4000. L'idea era semplice e un po' folle. Attraversare l'Europa in bicicletta, da soli, fino a Capo Nord.
Nove edizioni dopo, nel 2026, 700 rider da 48 nazioni diverse sono partiti da Rovereto o da Berlino. L'84% veniva dall'estero. I gruppi più numerosi arrivavano da Germania, Italia, Francia, Regno Unito, Austria e Svizzera.
Il 2027 è la decima edizione. La NorthCape4000 fa parte di Bike Adventure Series, insieme al Tuscany Trail, a The Grand Escape e a Unpaved Roads.
La regola che non è mai cambiata
Niente cronometro. Niente classifica. Niente fretta.
La NorthCape4000 non è una gara e non lo è mai stata. C'è un tempo minimo e un tempo massimo per essere riconosciuti Finisher, e basta. Dentro quella finestra scegli tu il ritmo, le soste e i letti. Nessuno ti mette in classifica, e nessuno ti chiederà mai quanto sei andato veloce.
«Nobody will ask you how fast you rode, everyone will cheer you for reaching the North Cape.»
(Nessuno ti chiederà quanto sei andato veloce, tutti ti applaudiranno per essere arrivato a Capo Nord.)
Rider 2026, partito da Berlino
Come funziona, in sei righe
- Ti iscrivi il 1° dicembre e ricevi la Riders Guide con tutti i dettagli dell’avventura. Ricevi la traccia preliminare da studiare in inverno e il GPX definitivo vicino alla partenza.
- Ritiri il Welcome Pack al meeting dei rider a Rovereto il giorno prima, e sabato 24 luglio alle 8 del mattino parti. Oppure ti unisci dal Tempelhof Feld, a Berlino, giovedì 29 luglio.
- Pedali un solo percorso, uguale per tutti, attraverso otto paesi. Gli unici punti fissi sono quattro gate, Monaco, Berlino, Gränna e Rovaniemi, dove ricevi un timbro sul carnet.
- Dormi dove vuoi e ti fermi quando vuoi. Nessuno ti può seguire con furgone, camper o qualunque altro mezzo, né portarti borse o vestiti per tutto il tragitto. È questo che vuol dire unsupported.
- A Rovaniemi, sul Circolo Polare, nessuno può ripartire prima delle 14:00 di martedì 3 agosto. Chi è già arrivato al Villaggio di Babbo Natale vivrà la magia di una ripartenza collettiva per affrontare gli ultimi 700 chilometri.
- Non puoi arrivare a Capo Nord prima delle ore 11:00 del 5 agosto. Arrivi a Capo Nord e completi la procedura d'arrivo al Visitor Center. Dal 5 al 12 agosto sei Finisher, dal 13 al 19 agosto Extra Time Finisher, e il tuo nome entra nella lista ufficiale.
I numeri, quelli veri
Dalla lista dei rider 2026 e dal questionario di fine evento, 257 risposte.
Il numero che guardiamo per primo, ogni anno, è quel 2,6.
Non vuol dire che la NorthCape4000 sia facile. Vuol dire che per chi si è preparato in modo normale ed è andato al suo passo è stata fattibile. Solo il 12% di loro l'ha trovata dura. Fattibile non vuol dire facile, e la differenza è proprio quello di cui parla questa guida.

Cosa non è
Prima di raccontarti il resto, ti diciamo cosa non è. Risparmiamo tempo tutti e due, e magari evitiamo a qualcuno tre settimane di ferie scelte male.
- Non è una gara. Niente cronometro, niente classifica, niente podio. Ci sono dei tempi per il titolo di Finisher e Extra-Time Finisher, e basta. Chi ha fatto la Transcontinental sceglie spesso la NorthCape4000 proprio per questo. Cerca qualcosa di più amichevole.
- Non è un viaggio organizzato. Nessuno pedala davanti a te, nessuno guida dietro di te, nessuno ti sposta i bagagli. I letti li prenoti tu, quando vuoi e dove vuoi.
- Non è solo per atleti. Il 69% dei rider 2026 si allenava meno di quindici ore a settimana, l'87% non aveva un allenatore e più della metà non aveva un passato di lunghe distanze.
- Non è un campeggio. Il 97% dei rider 2026 ha dormito al chiuso almeno qualche notte, e il 55% ha dormito sempre e solo in un letto.
- Non è una strada da inventare. Il percorso è uno, uguale per tutti, costruito con sopralluoghi sulle strade di tutta Europa. Piste ciclabili, strade secondarie, tratti panoramici, e asfalto per il 99,9999%.
- Non è nemmeno una vacanza. Quattromila chilometri in due o tre settimane chiedono una preparazione normale, ma seria, e qualche giorno sarà duro. Ci torniamo, con onestà, più avanti in questa guida.
- E non ha posti illimitati. Per l'Edizione IX – 2026, seicento rider si sono iscritti nella prima ora. È l'unica riga di questa pagina che ti chiediamo di ricordare.

La strada
Ecco la strada dell'Edizione X – 2027, paese per paese, come l'hanno vista i rider delle ultime edizioni. Il GPX definitivo arriva dopo l'iscrizione.
Una cosa, prima. Non è una serie di cartoline. È un cambiamento lento, dai posti che conosci a posti che non hai mai immaginato, e quel cambiamento è il vero spettacolo. Parti col caldo in mezzo ai vigneti e arrivi nel vento del Mare di Barents, e in mezzo il mondo si fa ogni giorno più silenzioso.
«You start in Italy with a very hot weather, the sun, the beautiful mountains, and one day you meet reindeers.»
(Parti dall'Italia con un gran caldo, il sole, le montagne bellissime, e un giorno incontri le renne.)
Rider 2026
«The slow progression from well known to more wild and empty landscapes was very good too, like riding into the unknown.»
(Bellissimo anche il passaggio lento da paesaggi conosciuti a paesaggi sempre più selvaggi e vuoti, come pedalare verso l'ignoto.)
Rider 2026
Italia · Il Grand Depart
Rovereto
Comincia a Rovereto, in Trentino, un sabato mattina di luglio.
Il giorno prima c'è il meeting dei rider. Ritiri il pacco, ti guardi intorno e senti tedesco, italiano, francese, inglese, e accenti da ogni angolo del mondo. Ci sono bici gravel e bici da strada, qualche bici da viaggio con le borse laterali, e due persone che si sono conosciute dieci minuti fa e stanno già confrontando le gomme.
Poi la partenza. I primi chilometri seguono l'Adige e poi l'Isarco, su piste ciclabili tra vigneti e meleti, con le montagne che si stringono ai due lati e il profumo dell'acqua di montagna. Da Rovereto al Brennero sono circa 180 chilometri e un migliaio di metri di dislivello, fino a un cartello che è più di un confine. È l'Italia che ti saluta.

Austria · Il primo confine
Il Brennero e il Tirolo
Il Brennero è più facile di quanto faccia pensare il nome, anche con la bici carica. Ti fermi, fai una foto, mangi qualcosa e festeggi il primo confine.
Poi 45 chilometri di discesa ti portano fino a Innsbruck, il cuore del Tirolo. Pedali lungo l'Inn, tra ponti di legno e balconi pieni di fiori, con il profumo del pane che esce dai forni dei paesi. Da qualche parte lungo quel fiume c'è una birra fredda che ti aspetta.
Una salita bellissima ti porta a Mittenwald, in mezzo alle Alpi, e sei in Germania, il tuo terzo paese.
«My inner journey began after just 100 km in the Austrian Alps.»
(Il mio viaggio dentro di me è cominciato dopo appena 100 km, sulle Alpi austriache.)
Rider 2024

Germania · Gate 1
La Baviera e Monaco
La Baviera profuma di burro, di marmellata e di legno appena tagliato. Ti accoglie con una lunga discesa tra pascoli, mucche nei prati e locande di campagna, e dopo le Alpi ti dà il primo vero senso della distanza.
Poi Monaco, il gate numero uno. Il primo timbro sul carnet, nel cuore della città. Esci attraversando l'Englischer Garten, con la bussola di nuovo puntata a nord.

Repubblica Ceca · Le foreste
Cheb e i Monti Metalliferi
La Repubblica Ceca si apre con una ciclabile in mezzo alla foresta, e poi compare Cheb, con il centro storico pieno di colori e le guglie appuntite di San Nicola. Sembra uscita da una fiaba.
Più a nord c'è Kraslice, la città dei costruttori di strumenti musicali, e poi i Monti Metalliferi. Salite dolci tra boschi e piccoli villaggi riportano verso il confine tedesco, e per lunghi tratti pedali letteralmente dentro gli alberi.
A questo punto forse hai trovato qualcuno che va al tuo passo. Oppure pedali da solo, per scelta. Vanno bene tutte e due.

Germania · Gate 2
La Sassonia e Berlino
La Sassonia è silenziosa e lunga, nel senso più bello. Colline coltivate, boschi di conifere, villaggi nascosti in valli silenziose e strade vuote che ti portano verso nord mentre il viaggio comincia a sembrarti immenso.
Poi mille chilometri, solo mille, ed entri in una delle grandi capitali d'Europa. La Colonna della Vittoria, i viali pieni di storia, e infine la Porta di Brandeburgo, dove ricevi il secondo timbro.

Polonia · L'unico traghetto
Le lagune e il Baltico
Tra Berlino e il mare attraversi piccoli villaggi, vecchie città e l'aria inconfondibile della Germania del nord. Poi la strada piega a est, passa Stettino, ed entri in Polonia.
Per un tratto pedali su una lingua di terra sottile tra il Mar Baltico e due lagune, acqua ai due lati e cielo dappertutto. Sembra un set cinematografico.
Poi Świnoujście e il traghetto per Ystad. È l'unico tratto di mare del percorso, e lo prenoti tu. Per qualche ora stai seduto sul ponte con le gambe distese, i chilometri alle spalle e davanti il primo paese scandinavo.

Svezia · Gate 3
Ystad, Gränna e la lunga strada verso nord
La Svezia comincia con le fattorie rosse e bianche in mezzo ai prati, con un kanelbulle in un caffè di legno, con i bambini che salutano dal bordo della strada e le famiglie che lasciano acqua e cibo per i rider. A Ystad hai fatto più o meno un terzo del percorso.
A metà del paese, sulla riva del lago Vättern, arriva Gränna, il gate numero tre. Strade di ciottoli, case di legno colorate e i polkagris, le caramelle a strisce bianche e rosse che i pasticceri lavorano a mano davanti a te. Un timbro, una caramella, e di nuovo verso nord.
Sulla Svezia saremo onesti. È lunga, più di 1.500 chilometri, e qualcuno trova monotona la parte centrale. Altri dicono che è lì che la testa, finalmente, ha fatto silenzio. Di solito sono vere tutte e due.
Ed è anche lì che la luce comincia a cambiare. Ogni sera il sole tramonta un po' più tardi, e a un certo punto ti accorgi che la notte non arriva più davvero.
«The days became longer, the lights never seemed to abandon me. I was simply immersed.»
(Le giornate si allungavano, la luce sembrava non abbandonarmi mai. Ero semplicemente immerso.)
Rider 2023


Finlandia · Gate 4
Il Golfo di Botnia e Rovaniemi
In cima al Golfo di Botnia entri in Finlandia, la terra dei mille laghi, con un mare punteggiato di isole al tuo fianco e un vento pulito che sa di muschio e di sale.

Poi il cartello con scritto Rovaniemi, e il Circolo Polare. Rovaniemi è il gate numero quattro, ed è una soglia. Qui tutti aspettano lo stesso momento. Nessuno può ripartire prima delle 14:00 del 3 agosto, e i rider che hanno raggiunto il Villaggio di Babbo Natale vivranno la magia della ripartenza collettiva proprio sulla linea che segna l’inizio del Circolo Polare Artico, con gente da tutto il mondo che li guarda sul tracking.
Da qui, mancano 700 chilometri.

Lapponia · Il Grande Nord
Renne e tundra
La Lapponia sembra quasi irreale. Muschio, foreste senza fine, fiumi larghi, la terra dei Sámi. Le renne stanno in mezzo alla strada e ti guardano come se lo strano fossi tu.
Piano piano la foresta si dirada, la taiga diventa tundra, e un giorno gli alberi semplicemente non ci sono più. La distanza perde peso. Ogni chilometro sembra quello che stavi aspettando.
«One day, I just know, a reindeer will cross my path, as if to say: welcome, you're finally here.»
(Un giorno, lo so, una renna mi attraverserà la strada, come per dire benvenuto, finalmente sei arrivato.)
Rider 2025

Norvegia · L'ultima isola
Il tunnel e Magerøya
In Norvegia la strada segue il Porsangerfjord fino al mare. Poi il tunnel sotto il mare, e quando esci sai che ci sei quasi.
Magerøya è un mondo a parte. Mare, vento, renne e una sola strada che sale e scende attraverso l'isola, più dura di quanto sembri sulla mappa. Nessuno ti dirà che gli ultimi chilometri sono una formalità. Non lo sono, ed è per questo che ti restano dentro.

Capo Nord · L'arrivo
Il globo
E alla fine, il globo. L'ultima terra d'Europa prima del Polo. Ti fermi lì con la tua bici, e quattromila chilometri si chiudono in un solo momento.
L'abbiamo scritto nella prima guida e lo pensiamo ancora. Capo Nord ti resta addosso come un tatuaggio invisibile. Torna ogni volta che ti senti perso, ogni volta che hai bisogno di ricordarti di cosa sei fatto.
«Spero di vedere quel maledetto globo.»
Rider 2026
Oltre il Circolo Polare
Dove la notte sparisce
Quando attraversi il Circolo Polare la notte, quasi, sparisce. Ad agosto il sole scende sotto l'orizzonte per pochissimo, e il cielo non diventa mai buio. Puoi pedalare a mezzanotte in una luce dorata, e addormentarti con il cielo ancora chiaro fuori dalla finestra.
Una cosa che non vedrai è l'aurora boreale. Con un cielo così chiaro non si mostra. In cambio hai una cosa più rara, una notte che non arriva mai.
«Where the sky is never dark, like in a peaceful dream. Still dreaming my last evening where I was riding until 1 a.m.»
(Dove il cielo non è mai buio, come in un sogno tranquillo. Sogno ancora la mia ultima sera, quando pedalavo fino all'una di notte.)
Rider 2025

Chi parte davvero
Partiamo dal dubbio che ferma più persone di tutti. Quello sull'allenamento.
Nel marzo 2026, quattro mesi prima del via, abbiamo chiesto ai rider già iscritti come si stavano preparando. Ci hanno risposto in circa 390. Questo è il loro ritratto.
Quattro mesi prima della partenza
La loro uscita lunga abituale, a marzo
Rileggilo. Quattro mesi prima di partire per Capo Nord, l'uscita lunga abituale di metà di loro era sotto i 160 chilometri. Il 45% si allenava a sensazione, senza un piano, e solo il 21% seguiva un programma strutturato. Il 35% ha cominciato a prepararsi sul serio solo dopo l'iscrizione.
E non erano ragazzi. Metà di loro aveva più di cinquant'anni. Sull'età torniamo al capitolo 8.
Quanto è dura davvero
Qui bisogna stare attenti, perché le verità sono due e contano tutte e due.
La prima. Chi è arrivato a Capo Nord nei tempi ha dato alla difficoltà 2,6 su una scala da 1 a 5. Solo il 9% l'ha trovata dura. E, sentendo le loro parole all'arrivo, il 90% delle volte è perché hanno cercato di andare oltre il loro limite invece magari di rallentare un attimo o accorciare qualche tappa.
La frase che i rider ripetono di più è che dopo tre o quattro giorni il corpo si abitua, e pedalare ogni giorno diventa normale.
«I had never ridden 3000 km by bike. After day 3 my body was in a nice routine that felt so normal riding 160-200 km daily.»
(Non avevo mai pedalato per 3.000 km. Dopo il terzo giorno il mio corpo era entrato in una bella routine, e fare 160 o 200 km al giorno mi sembrava normalissimo.)
Rider 2026, partito da Berlino
La seconda. Quando qualcuno si ferma, il motivo più frequente è il corpo, non il meteo né il percorso. Per questo non ti diremo che non serve allenarsi. Ti diremo un'altra cosa.
Non devi essere un atleta. Devi essere preparato.
Nel questionario dopo l'edizione 2026, 22 finisher hanno scritto non serve essere atleti e 17 hanno scritto allenati. Sono vere entrambe. Il capitolo 11 ti dice come prepararti al meglio, mese per mese.
«You don't have to become Pogačar to get to the Cape.»
(Non serve diventare Pogačar per arrivare a Capo Nord.)
Rider 2025, con l'artrosi alle ginocchia
«Do not exaggerate training, it is not about performance, it is about logistics after some point.»
(Non esagerare con l'allenamento. Non è una questione di prestazione, a un certo punto è una questione di logistica.)
Rider 2025
Tre di loro
Tre persone normali, tre dettagli. Forse una ti somiglia.
69 anni, partito da Rovereto nell’Edizione 2026
Non aveva mai fatto in vita sua due giorni di fila da 150 chilometri. Ne ha fatti circa 150 al giorno per 27 giorni ed è arrivato a Capo Nord nella finestra dell'Extra Time.
«If I did it at 69 years old (averaging 150 km per day, for 27 days), I who have never done two consecutive 150 km days in my life, I who arrived within the extra finisher's time limit, then you can do it too.»
(Se ce l'ho fatta io a 69 anni, con una media di 150 km al giorno per 27 giorni, io che in vita mia non avevo mai fatto due giorni di fila da 150 km, io che sono arrivato nel tempo dell'Extra Time, allora puoi farcela anche tu.)
Rider 2026
La prima bici comprata a febbraio
Nessun passato in bicicletta. Ha comprato la sua prima bici cinque mesi prima della partenza e ha cominciato ad allenarsi a marzo.
«I bought my first bike in February and started training in March and was able to make it. A normal person without biking background can also make it in the 20 days limit.»
(Ho comprato la mia prima bici a febbraio, ho cominciato ad allenarmi a marzo e ce l'ho fatta. Anche una persona normale, senza un passato in bici, può farcela nel limite dei 20 giorni.)
Rider 2026
55 anni, 87 chili, tre uscite oltre i 130 km
Non in forma, parole sue. Ha dormito in hotel tutte le sere e ha pedalato sotto tanti giorni di pioggia.
«Detto da uno partito con 87 kg su 181 cm, quindi non in forma, e di 55 anni, con 3.700 km di allenamento da inizio anno e con soli tre giri oltre i 130 km.»
Rider 2025
«Are you hesitating about doing it because you are not strong enough or fit enough or experienced enough? I have news for you: the majority aren't anyways. You won't be alone. You won't be the slowest. You won't be the fastest neither. But you will never regret it.»
(Esiti perché pensi di non essere abbastanza forte, abbastanza allenato o abbastanza esperto? Ho una notizia per te, la maggior parte non lo è comunque. Non sarai solo. Non sarai il più lento. E nemmeno il più veloce. Ma non te ne pentirai mai.)
Rider 2026, partito da Berlino
La paura che sta sotto tutte le altre
C'è un'ultima paura. Si scrive meno delle altre e si sente di più. In ciascuno degli ultimi due anni quasi un iscritto su tre ci ha detto la stessa cosa, con parole diverse. Non le gambe, non la bici. Questa.
«Everybody tells me that I am crazy.»
(Tutti mi dicono che sono pazzo.)
Rider 2026
Sotto c'è una domanda semplice. E se non fossi all'altezza, e fallissi davanti a chi mi ha detto che sono pazzo?
Non ti rispondiamo con una pacca sulla spalla. Ti rispondiamo con quello che succede dopo, perché i finisher ce lo raccontano ogni anno. Gli amici che ti davano del pazzo smettono di farlo. I tuoi figli lo raccontano a scuola. E hai una frase che nessuno potrà mai toglierti.
Ho fatto la NorthCape4000.
«For my friends, it has shown that age is not a limitation.»
(Ai miei amici ha dimostrato che l'età non è un limite.)
Rider 2026
«Excites when my kids come to know about my accomplishment.»
(Mi emoziona quando i miei figli vengono a sapere di quello che ho fatto.)
Rider 2026
E se va male? Succede. Qualcuno si ferma, e torna l'anno dopo con un motivo in più per pedalare.
«That was a bitter blow, but precisely because it meant so much to me, it was clear that I absolutely wanted to achieve it.»
(È stato un colpo amaro, ma proprio perché ci tenevo così tanto era chiaro che volevo assolutamente riuscirci.)
Rider 2026, dopo essersi fermata nel 2025
«When in doubt, always do it! Even if you don't make it, it is worth it.»
(Nel dubbio, fallo sempre! Anche se non ce la fai, ne vale la pena.)
Rider 2025

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La giornata tipo
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Dove dormi
Tenda o carta di credito? Come hanno dormito i rider dell’Edizione IX – 2026, come hanno trovato un letto, e dove conviene prenotare il giorno prima.
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La bici e cosa porti
Gravel o strada, quali borse, cosa è obbligatorio, e perché tutti i finisher ti dicono di portare meno.
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Le domande che non ci fai
Troppo lento, troppo grande, da solo, tre settimane lontano da casa, la quota. Dieci risposte oneste, con i numeri dove li abbiamo.
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La testa e il cielo
La pioggia, il freddo, i giorni bui e i trucchi che i rider si passano. Quello che non puoi controllare, e come conviverci.
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Le voci
Cosa hanno risposto i rider alla domanda «Cosa ti ha lasciato la NorthCape4000?» Ecco le loro parole.
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Come ci si prepara
Da dicembre a luglio, cosa fare mese per mese. Non serve un allenatore, serve un calendario.
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L'errore numero uno
Non è l'allenamento e non è la bici. È una cosa che metti nelle borse, e ce n'è anche una seconda.
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Come si arriva e come si torna
Rovereto, Berlino, il traghetto per la Svezia, e la parte che quasi nessuno riesce a immaginare, il ritorno da Capo Nord.
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La promessa
Le tre cose che la NorthCape4000 ti promette, e nessun'altra.
